Buongiorno, buongiorno,
qui i giorni trascorrono abbastanza frenetici. Ormai manca un mese e mezzo alla data presunta del parto ma, essendo una libera professionista, non posso permettermi di abbandonare completamente il lavoro. Continuo quindi a lavorare, anche se ogni tanto mi concedo qualche giorno di maternità…perché mi rendo conto che riuscire a fare tutto è proprio impossibile!
Quindi, tra una traduzione e l’altra, tra un preparativo e l’atro (ormai bisogna prepararla questa benedetta cameretta…i tempi sono maturi!) e tra una pausa sul divano e l’altra, cerco sempre di ritagliarmi del tempo per i miei lavoretti homemade.
Tra questi, vi annuncio il lieto evento: la mia (sua) copertina di lana ha finalmente visto la luce!
Direi che è tutt’altro che perfetta – anzi le imperfezioni imperversano selvagge – ma è stata fatta con tanto amore, ed è questo che conta!
L’ho fatta seguendo lo schema che potete trovare qui.
La scorsa settimana, invece, sono andata a visitare la fiera Sana (per ben due volte, ebbene sì!) e, anche se in generale mi ha lasciato con po’ di amaro in bocca, ho trovato lo stand di un produttore di tessuti naturali non trattati…e sono decisamente andata fuori di testa!
Innanzi tutto ho acquistato una serie (uno stock?!?) di bavaglini 100% cotone non sbiancato con inserto di tela aida: alcuni per me ed altri da donare. Ho poi acquistato due asciugamani (viso + ospite), sempre con tela aida, su gentile richiesta di mio marito, il quale mi ha chiesto un ricamo specifico che spero vivamente di riuscire a realizzare come regalo di natale...pupa permettendo, ovviamente!
Infine ho comprato 250 g di lana moretta e 500 g con composizione 75% lana naturale e 25% lana merinos (caldissima e morbidissima).
Il tutto è stato acquistato ad un prezzo veramente stracciato, impossibile da resistere!
Ora sorge solo il problema di decidere cosa fare con la lana.
Con la moretta vorrei creare qualcosa per mio marito, mentre con l’altra vorrei fare qualcosa per la pupotta. Mi piacerebbe trovare un progetto a cui dedicarmi subito, o perlomeno a cui cominciare a dedicarmi subito, perché ho come il vago sospetto che dopo la nascita il tempo a disposizione per queste attività comincerà a scarseggiare…
Io però non sono una maga dei ferri, quindi dovrei innanzitutto trovare uno schema facile da realizzare, inoltre vorrei creare qualcosa che lei possa sfruttare intorno all’anno di vita, così da avere più tempo a mia disposizione.
Insomma, la questione non è proprio semplicissima ma sono fiduciosa. (Ovviamene ogni consiglio è più che ben accetto)
Sempre per quanto riguarda la richiesta di consigli, siamo alla disperata ricerca dello schema di una cuffietta da realizzare ad uncinetto.
Io non ho mai lavorato ad uncinetto – anche se mi riprometto sempre di imparare – ma mia suocera se la cava abbastanza, il suo problema chiave però è…che dimensioni deve avere una cuffietta per neonato? Intendo "neonato" nel vero senso della parola, in quanto vorrei fare indossare questa cuffietta alla pupotta proprio al momento dell’uscita dall’ospedale. Nessun suggerimento?
Ora torno ai miei mille lavoretti di vario genere, tra l’altro sono anche entrata nel fantastico mondo dei pannolini lavabili, il quale mi sta facendo andare abbastanza fuori di testa, in quanto si tratta di un vero e proprio mondo, con mille tipologie e varianti tra cui scegliere. Sto cercando di raccogliere più informazioni possibili per cercare di chiarirmi un po’ le idee e poi…si parte!
Per fortuna sono riuscita a trovare un manuale creato da alcune mamme che hanno provato vari tipi/marche di pannolini e hanno poi messo la loro esperienza a disposizione di chiunque sia interessato all'argomento. Inoltre, come al solito la rete è sempre una fonte inesauribile di informazioni.
Talvolta mi chiedo, seriamente: Ma come si faceva quando Internet non c’era?
Anche solo il mio lavoro, chissà come doveva essere più complicato dal punto di vista logistico!!
Ok, sto divagando….
Buona giornata e a presto,
Laura
venerdì 17 settembre 2010
è nata...la copertina!!
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venerdì 20 agosto 2010
Bavaglino per la mia pupotta
Dopo tanti bavaglini creati per i figli dei miei amici, è finalmente giunto il momento di ricamarne uno per la mia pupotta in arrivo.
e ne ho creato uno in base al mio gusto e alle mie esigenze di spazio.
Ecco lo schema da me creato:
Sarà che lo guardo con gli occhi dell’amore, ma credo che questo sia il ricamo che finora mi è meglio riuscito.
Il micio ha una faccia simpatica, il mix di colori mi sembra molto buono per la tonalità del bavaglino e…non ci sono neanche troppe imperfezioni!
Beh…evviva la modestia!!
Un caro saluto e vi auguro uno splendido weekend,
Laura
Ho utilizzato un semplicissimo bavaglino sulle tonalità del giallo (il colore finora predominante nei preparativi per il lieto evento) con la classica striscia di tela aida incorporata.
Ho poi preso spunto da questo schema trovato sull’utilissimo sito del Club del Punto Croce
e ne ho creato uno in base al mio gusto e alle mie esigenze di spazio.
Ecco lo schema da me creato:
Ho poi iniziato a ricamare con tanto, tanto amore e questo il risultato finale:
Sarà che lo guardo con gli occhi dell’amore, ma credo che questo sia il ricamo che finora mi è meglio riuscito.
Il micio ha una faccia simpatica, il mix di colori mi sembra molto buono per la tonalità del bavaglino e…non ci sono neanche troppe imperfezioni!
Beh…evviva la modestia!!
Un caro saluto e vi auguro uno splendido weekend,
Laura
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venerdì 6 agosto 2010
Tovaglioli di stoffa
Nel tentativo di adottare un atteggiamento sempre più rispettoso nei confronti dell'ambiente, sono finalmente riuscita a concludere un progettino che permetterà a me e a mio marito di abbandonare l’abuso dei tovaglioli di carta: ho infatti creato dei tovaglioli di stoffa…utilizzando la macchina da cucire!!!
Premessa: mi sentirete abbastanza esaltata per questa creazione…in realtà sono assolutamente consapevole del fatto che si tratti di un’inezia, ma si tratta del mio primo e vero proprio lavoro realizzato con la macchina da cucire, che sto imparando da autodidatta senza il supporto di nessuno, e che avevo abbandonato per lungo tempo per una serie di eventi sfortunati che hanno assorbito completamente la mia mente negli ultimi mesi. Se poi vi mostrassi l’orlo nel dettaglio…penso vi verrebbero i brividi…diciamo che non è propriamente drittissimo ma si concede qualche piccolo fuori pista…
Comunque, l'orlo regge, i tovaglioli non si sono ancora sgretolati e hanno persino superato la “prova lavatrice”… e io sono tutta soddisfatta!!
Premessa numero due: dalle mie foto non riuscirete assolutamente a capire il colore di questi tovaglioli, che in ogni fotografia appaiono diversi. Ho qualche problema con la gestione della luminosità nelle foto? Esatto!
Stendiamo poi un velo pietoso sul fatto che, dalla sera alla mattina (ma veramente…dalla sera alla mattina!), mi sono ritrovata una bella macchiolina nera nel bel mezzo del’obiettivo…
Premessa numero tre: come potrete notare, io sono una di quella persone che non stira molto. Diciamo che stiro solo quando è strettamente necessario!
Tornando invece alla storia di questi tovaglioli, tutto è nato dall’acquisto di uno scampolo di tessuto di Ikea. Trattandosi di un avanzo, l’ho pagato veramente una cifra simbolica. Si tratta di un bel cotone grosso di un bell’arancione acceso. In casa mia, infatti, prevalgono i toni del marrone, dell'arancione e del giallo.

Dopo essermi messa all'opera con imbastiture, orli e macchine da cucire, questo è il risultato migliore che sono riuscita ad ottenere:
Per distinguere il mio tovagliolo da quello di mio marito, ho ricamato le nostre iniziali. Si tratta di un ricamo semplicissimo e anche questo fatto da autodidatta, non avevo infatti mai utilizzato punti diversi dal punto croce.
Ed ecco quindi finalmente pronti i nostri nuovi tovaglioli…se solo penso a quanti carta abbiamo sprecato fino ad oggi!
Buon finesettimana e a resto,
Laura
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venerdì 30 luglio 2010
Fresco ed autoproduzione
In questi giorni il tempo è stato un po’ incerto, dove “incerto” è un eufemismo per “è venuta giù l’ira di Dio”. E di questo sono stata felicissima.
Innanzitutto il maltempo mi ha permesso di trovare un po’ di refrigerio, in quanto la calura dell’ultimo periodo mi stava facendo letteralmente uscire di testa. E penso che in ciò abbia contribuito in buona parte anche il fatto di essere incinta.
Io infatti non ho mai sofferto particolarmente il caldo, in più considerate che abito in campagna, in una zona piuttosto ombrosa in cui in inverno regna il gelo perenne, ma in estate si sta belli freschi.
La gente infatti mi viene a trovare e, non appena varca la soglia di casa, dice “Eeeeeeeh, ma come si sta beeeeeeeeeeene…che bel freschiiiiiiiiiiino!” mentre io – praticamente nuda – li guardo con odio e penso che me li magnerei vivi.
Insomma, penso ma soprattutto spero che gli ormoni contribuiscano in larga misura a questa mia condizione di bollore perenne.
In secondo luogo il cattivo tempo ha permesso a me, e soprattutto a mio marito, di trascorrere più tempo in casa, nell’impossibilità di dedicarsi alla cura dell’orto e dell’esterno in generale.
Abbiamo quindi colto l’occasione per dedicarci ad attività che da tempo rimandavamo.
Abbiamo infatti rimesso in produzione la birra (ebbene sì, facciamo la birra fatta in casa anche se non si tratta di un qualcosa di edificante alias biologico, ma semplicemente di una forma di autoproduzione che ci permette di crearci la birra che vogliamo noi, in base ai nostri gusti e alle nostre preferenze, con l’ulteriore vantaggio di abbattere i costi e di riciclare le bottiglie di vetro) e abbiamo preparato la marmellata di more.
Possediamo infatti una piccola coltivazione di frutti di bosco – questi sì che sono rigorosamente biologici – che ci è fonte di grandi soddisfazioni.
Produciamo lamponi, more, ribes nero e ribes rosso (le fragole che vedete nella foto sono dell’orto) e quest’anno il raccolto è stato veramente abbondante e continuo, tanto da avere delle difficoltà a riuscire a rimanergli al passo.
Onde evitare l’obesità e il diabete con torte più o meno riuscite…
…quest’anno abbiamo deciso di dedicarci anche alla produzione di marmellate, anche e soprattutto considerando i “momenti bui” (dal punto di vista culinario) che ci aspettano dopo la nascita della pupa.
Ed ecco che quindi l’altro giorno abbiamo preparato la marmellata di more.
I vasetti più grandi che vedete nella foto sono destinati a noi: su di essi abbiamo deciso di mettere l’etichetta solo sul tappo, in quanto i vasetti saranno poi sicuramente riutilizzati per creazioni future, mentre quelli più piccoli andranno con tutta probabilità a far parte di piccole composizioni da regalare…probabilmente questo Natale non avremo molto tempo da dedicare ai regali (vedi discorso di cui sopra), per cui stiamo cercando di metterci avanti con i lavori.
La preparazione delle marmellate non finisce di certo qui: dobbiamo ancora fare quella di lamponi e quella di frutti di bosco misti. Poi, chissà cos’altro ci verrà in mente se la produzione non rallenterà! Di sicuro abbiamo in progetto anche qualche liquore…
Ma poiché oggi il tempo è stato sereno e il terreno si dovrebbe essere parzialmente asciugato, ora vi saluto e scappo nell’orto, dove mi attende una gioiosa oretta durante la quale strapperò le erbacce che, grazie alla pioggia, saranno cresciute rigogliose, facendo diventare la zona dei pomodori da conserva una sorta di savana impenetrabile.
Un caro saluto e a presto,
Laura
Innanzitutto il maltempo mi ha permesso di trovare un po’ di refrigerio, in quanto la calura dell’ultimo periodo mi stava facendo letteralmente uscire di testa. E penso che in ciò abbia contribuito in buona parte anche il fatto di essere incinta.
Io infatti non ho mai sofferto particolarmente il caldo, in più considerate che abito in campagna, in una zona piuttosto ombrosa in cui in inverno regna il gelo perenne, ma in estate si sta belli freschi.
La gente infatti mi viene a trovare e, non appena varca la soglia di casa, dice “Eeeeeeeh, ma come si sta beeeeeeeeeeene…che bel freschiiiiiiiiiiino!” mentre io – praticamente nuda – li guardo con odio e penso che me li magnerei vivi.
Insomma, penso ma soprattutto spero che gli ormoni contribuiscano in larga misura a questa mia condizione di bollore perenne.
In secondo luogo il cattivo tempo ha permesso a me, e soprattutto a mio marito, di trascorrere più tempo in casa, nell’impossibilità di dedicarsi alla cura dell’orto e dell’esterno in generale.
Abbiamo quindi colto l’occasione per dedicarci ad attività che da tempo rimandavamo.
Abbiamo infatti rimesso in produzione la birra (ebbene sì, facciamo la birra fatta in casa anche se non si tratta di un qualcosa di edificante alias biologico, ma semplicemente di una forma di autoproduzione che ci permette di crearci la birra che vogliamo noi, in base ai nostri gusti e alle nostre preferenze, con l’ulteriore vantaggio di abbattere i costi e di riciclare le bottiglie di vetro) e abbiamo preparato la marmellata di more.
Possediamo infatti una piccola coltivazione di frutti di bosco – questi sì che sono rigorosamente biologici – che ci è fonte di grandi soddisfazioni.
Produciamo lamponi, more, ribes nero e ribes rosso (le fragole che vedete nella foto sono dell’orto) e quest’anno il raccolto è stato veramente abbondante e continuo, tanto da avere delle difficoltà a riuscire a rimanergli al passo.
Onde evitare l’obesità e il diabete con torte più o meno riuscite…
…quest’anno abbiamo deciso di dedicarci anche alla produzione di marmellate, anche e soprattutto considerando i “momenti bui” (dal punto di vista culinario) che ci aspettano dopo la nascita della pupa.
Ed ecco che quindi l’altro giorno abbiamo preparato la marmellata di more.
I vasetti più grandi che vedete nella foto sono destinati a noi: su di essi abbiamo deciso di mettere l’etichetta solo sul tappo, in quanto i vasetti saranno poi sicuramente riutilizzati per creazioni future, mentre quelli più piccoli andranno con tutta probabilità a far parte di piccole composizioni da regalare…probabilmente questo Natale non avremo molto tempo da dedicare ai regali (vedi discorso di cui sopra), per cui stiamo cercando di metterci avanti con i lavori.
La preparazione delle marmellate non finisce di certo qui: dobbiamo ancora fare quella di lamponi e quella di frutti di bosco misti. Poi, chissà cos’altro ci verrà in mente se la produzione non rallenterà! Di sicuro abbiamo in progetto anche qualche liquore…
Ma poiché oggi il tempo è stato sereno e il terreno si dovrebbe essere parzialmente asciugato, ora vi saluto e scappo nell’orto, dove mi attende una gioiosa oretta durante la quale strapperò le erbacce che, grazie alla pioggia, saranno cresciute rigogliose, facendo diventare la zona dei pomodori da conserva una sorta di savana impenetrabile.
Un caro saluto e a presto,
Laura
sabato 24 luglio 2010
Segnalazione blog
Ok, magari voi mi direte che arrivo sempre dopo la puzza ;-) e probabilmente avete anche ragione ;-)) però oggi vorrei segnalarvi un blog che ho scoperto solo pochi giorni fa e in cui ho trovato degli spunti interessantissimi.
Il blog in questione si chiama La Regina del Sapone e lo trovate a questo link. Come dice il suo sottotitolo, questo blog parla di sapone, cosmetica, cucina, faidate, ricette e consigli dalla natura.
Sebbene tra i miei propositi vi sia una lettura più attenta dei post passati, come vi accennavo vi ho già trovato degli spunti interessantissimi.
Per esempio, già da alcuni anni uso l’aceto – insieme ad alcune gocce di olio essenziale – al posto dell’ammorbidente. Sulla mia lavatrice campeggiano sia la bottiglia dell’aceto che quella dell’olio essenziale…ma perché non crearne una unica unendo queste due componenti? Ok, anche conservare due boccette invece di una sola non è che cambi di molto la sostanza...però perché non mi era mai venuta in mente questa idea? Dell’aceto come ammorbidente se ne parla qui.
Oppure grazie a questo blog ho potuto approfondire la mia conoscenza del sapone Alga, che utilizzo da anni ma unicamente per il bucato a mano. Se anche a voi interessa l'argomento, vi invito a leggere questo post.
Infine, ho scoperto un ulteriore utilizzo dell’aceto abbinato al bicarbonato: le due sostanze che utilizzo maggiormente per la pulizia della casa. Usate insieme, infatti, sono un ottimo ausilio per la cura degli scarichi. Volete saperne di più? Allora vi suggerisco di leggere qui.
Insomma, se per sbaglio non avete mai visitato questo blog, vi consiglio caldamente di farlo. Troverete tanti post interessanti e soprattutto dei consigli utilissimi.
Un caro saluto e a presto,
Laura
Il blog in questione si chiama La Regina del Sapone e lo trovate a questo link. Come dice il suo sottotitolo, questo blog parla di sapone, cosmetica, cucina, faidate, ricette e consigli dalla natura.
Sebbene tra i miei propositi vi sia una lettura più attenta dei post passati, come vi accennavo vi ho già trovato degli spunti interessantissimi.
Per esempio, già da alcuni anni uso l’aceto – insieme ad alcune gocce di olio essenziale – al posto dell’ammorbidente. Sulla mia lavatrice campeggiano sia la bottiglia dell’aceto che quella dell’olio essenziale…ma perché non crearne una unica unendo queste due componenti? Ok, anche conservare due boccette invece di una sola non è che cambi di molto la sostanza...però perché non mi era mai venuta in mente questa idea? Dell’aceto come ammorbidente se ne parla qui.
Oppure grazie a questo blog ho potuto approfondire la mia conoscenza del sapone Alga, che utilizzo da anni ma unicamente per il bucato a mano. Se anche a voi interessa l'argomento, vi invito a leggere questo post.
Infine, ho scoperto un ulteriore utilizzo dell’aceto abbinato al bicarbonato: le due sostanze che utilizzo maggiormente per la pulizia della casa. Usate insieme, infatti, sono un ottimo ausilio per la cura degli scarichi. Volete saperne di più? Allora vi suggerisco di leggere qui.
Insomma, se per sbaglio non avete mai visitato questo blog, vi consiglio caldamente di farlo. Troverete tanti post interessanti e soprattutto dei consigli utilissimi.
Un caro saluto e a presto,
Laura
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giovedì 8 luglio 2010
Breve monologo interiore
Sono appena rientrata da una passeggiata nei prati intorno a casa mia (sebbene la mia alimentazione sia rimasta pressoché inalterata, questa gravidanza mi sta facendo lievitare e sicuramente il fatto di svolgere un lavoro sedentario – sono una traduttrice – sicuramente non aiuta).
Mentre camminavo godevo del paesaggio circostante – il verde, i fiori, le piante spontanee, il rio – e ho cominciato a riflettere su quella meraviglia che è la natura, così perfetta nelle sue mille sfaccettature, e sull'ambiente. Ho cominciato a pensare a come l’uomo stia rovinando l’ambiente, anzi più in generale…di come se ne freghi altamente! E mi sono chiesta “Perché?”. No, seriamente…ma perché?
Secondo la mia idea, infatti, basta veramente ben poco per cercare di collaborare al benessere dell’ambiente, per cercare di preservalo…o perlomeno per non distruggerlo! Ci sono dei semplicissimi gesti che ognuno di noi può compiere nel proprio quotidiano, eppure non li fa!
In particolare, quel che mi lascia veramente basita e che mi lascia senza risposte è il fatto che, nel mio piccolo, osservo questa forma di menefreghismo tra persone a me care e che, in linea generale, stimo!
Sì, tanti miei amici, persone splendide, intelligenti, sensibili e che, sinceramente, godono di tutta la mia stima, non fanno assolutamente nulla nei confronti della salvaguardia dell’ambiente. E non mi riferisco alla partecipazione attiva ad associazioni quali Greenpeace o affini – cosa che peraltro neanch’io faccio - ma a quei PICCOLI, SEMPLICI gesti che non comportano nessuno sforzo e nessun disagio.
Tanto per rimanere nell’attualità dei miei post più recenti, cito come esempio l'uso del bicarbonato come deodorante o almeno il ricorso all'acqua raccolta in casa per innaffiare le proprie piante.
Io capisco che per tutta una serie di motivazioni, quali la propria sensibilità, i propri interessi e soprattutto il proprio background, questi gesti possano non venire in mente e, soprattutto, che non ci si informi in tale direzione. Ma quel che mi lascia veramente basita, è che nemmeno dopo aver fatto notare loro questi accorgimenti essi vengono adottati. Allora mi domando “Perchè?”, “Perché, visto che non sei né stupido né pigro?”
Proprio l’altra sera una mia amica mi confidava che tutti i giorni, per innaffiare le sue piante (due piccole balconiere contenenti piante aromatiche) utilizza tre litri d’acqua. Tre litri d’acqua tutti i giorni della settimana!!
E la domanda successiva che mi pongo è “Se non lo vuoi fare per una questione ecologica, perché non lo fai per risparmiare soldi?”. Proprio l’altro giorno leggevo un articolo in cui si affermava che, durante la bella stagione, l’acqua utilizzata per innaffiare le piante incide profondamente sulla bolletta.
Quindi, la mia domanda senza risposta è “Perché?”
Scusate lo sfogo e un caro saluto,
Laura
Mentre camminavo godevo del paesaggio circostante – il verde, i fiori, le piante spontanee, il rio – e ho cominciato a riflettere su quella meraviglia che è la natura, così perfetta nelle sue mille sfaccettature, e sull'ambiente. Ho cominciato a pensare a come l’uomo stia rovinando l’ambiente, anzi più in generale…di come se ne freghi altamente! E mi sono chiesta “Perché?”. No, seriamente…ma perché?
Secondo la mia idea, infatti, basta veramente ben poco per cercare di collaborare al benessere dell’ambiente, per cercare di preservalo…o perlomeno per non distruggerlo! Ci sono dei semplicissimi gesti che ognuno di noi può compiere nel proprio quotidiano, eppure non li fa!
In particolare, quel che mi lascia veramente basita e che mi lascia senza risposte è il fatto che, nel mio piccolo, osservo questa forma di menefreghismo tra persone a me care e che, in linea generale, stimo!
Sì, tanti miei amici, persone splendide, intelligenti, sensibili e che, sinceramente, godono di tutta la mia stima, non fanno assolutamente nulla nei confronti della salvaguardia dell’ambiente. E non mi riferisco alla partecipazione attiva ad associazioni quali Greenpeace o affini – cosa che peraltro neanch’io faccio - ma a quei PICCOLI, SEMPLICI gesti che non comportano nessuno sforzo e nessun disagio.
Tanto per rimanere nell’attualità dei miei post più recenti, cito come esempio l'uso del bicarbonato come deodorante o almeno il ricorso all'acqua raccolta in casa per innaffiare le proprie piante.
Io capisco che per tutta una serie di motivazioni, quali la propria sensibilità, i propri interessi e soprattutto il proprio background, questi gesti possano non venire in mente e, soprattutto, che non ci si informi in tale direzione. Ma quel che mi lascia veramente basita, è che nemmeno dopo aver fatto notare loro questi accorgimenti essi vengono adottati. Allora mi domando “Perchè?”, “Perché, visto che non sei né stupido né pigro?”
Proprio l’altra sera una mia amica mi confidava che tutti i giorni, per innaffiare le sue piante (due piccole balconiere contenenti piante aromatiche) utilizza tre litri d’acqua. Tre litri d’acqua tutti i giorni della settimana!!
E la domanda successiva che mi pongo è “Se non lo vuoi fare per una questione ecologica, perché non lo fai per risparmiare soldi?”. Proprio l’altro giorno leggevo un articolo in cui si affermava che, durante la bella stagione, l’acqua utilizzata per innaffiare le piante incide profondamente sulla bolletta.
Quindi, la mia domanda senza risposta è “Perché?”
Scusate lo sfogo e un caro saluto,
Laura
venerdì 2 luglio 2010
Di lana ed altro
Come accennato in un precedente post, mi sto dedicando alla preparazione di una copertina per la mia pupa
La scelta della lana è caduta su una pura lana vergine 100% merino, nel mio caso particolare della linea “Dinamo” della Mondial. Mi sono rivolta ad un negozio piuttosto fornito ma, alla fine, questa era l’unica lana…100% lana!
Mi sembrava abbastanza morbida ed effettivamente lo è, però, ora che la copertina sta avanzando, mi rendo conto che il risultato finale non è “bello morbidoso” come mi aspettavo ma, anzi, un po’ ruvido.
Anche una mia amica neo-mamma si trova nella stessa situazione: ha commissionato una copertina, ha scelto con cura una bella pura lana vergine…ma poi la morbidezza finale non è stata quella desiderata! Per intenderci: noi utilizziamo come metro di valutazione le coperte delle nostre nonne: fatte a mano, in un periodo in cui mi sa che l’acrilico non era molto diffuso ;-) …e tuttora morbide morbidissime!
Fino a qualche mese fa, in un paese vicino a Bologna vi era un piccolo (minuscolo) negozio che vendeva filati e che era super gettonato in particolare per i lavori per bambini. La lana era un po’ costosa, ma la qualità ( e morbidezza) era nettamente superiore. Quel negozio ha improvvisamente (e misteriosamente) chiuso, lasciandoci tutti a bocca asciutta.
(Tra l’altro il primo pensiero, alla notizia della chiusura, è stato: “Perché ha chiuso? È fallito? Oddio, se è fallito lui, allora la prossima sono io!!)
Dunque, tutto questo per chiedervi: se tra chi mi legge c’è qualcuno con un qualche tipo di esperienza sull’argomento “lana”, conoscete qualche filato da consigliare? pensate sia possibile trovare una pura lana 100% vergine…che sia “persino” morbida?
Tempo fa, girovagando su Internet, avevo trovato un agriturismo nelle Marche (se non sbaglio) che produceva lana biologica, tinta in modo naturale ed addirittura non costosa! Ovviamente mi si sono subito drizzate le orecchie ho cercato di contattarli per avere informazioni sulla spedizione ma, purtroppo, non ho mai ricevuto risposta :-(
(e anche in questo caso mi domando “Perché non mi avete neanche risposto, visto che avevo chiaramente espresso il desiderio di acquistare la vostra lana?!? Boh!”)
Voi avete qualche consiglio da darmi?
Un caro saluto,
Laura
La scelta della lana è caduta su una pura lana vergine 100% merino, nel mio caso particolare della linea “Dinamo” della Mondial. Mi sono rivolta ad un negozio piuttosto fornito ma, alla fine, questa era l’unica lana…100% lana!
Mi sembrava abbastanza morbida ed effettivamente lo è, però, ora che la copertina sta avanzando, mi rendo conto che il risultato finale non è “bello morbidoso” come mi aspettavo ma, anzi, un po’ ruvido.
Anche una mia amica neo-mamma si trova nella stessa situazione: ha commissionato una copertina, ha scelto con cura una bella pura lana vergine…ma poi la morbidezza finale non è stata quella desiderata! Per intenderci: noi utilizziamo come metro di valutazione le coperte delle nostre nonne: fatte a mano, in un periodo in cui mi sa che l’acrilico non era molto diffuso ;-) …e tuttora morbide morbidissime!
Fino a qualche mese fa, in un paese vicino a Bologna vi era un piccolo (minuscolo) negozio che vendeva filati e che era super gettonato in particolare per i lavori per bambini. La lana era un po’ costosa, ma la qualità ( e morbidezza) era nettamente superiore. Quel negozio ha improvvisamente (e misteriosamente) chiuso, lasciandoci tutti a bocca asciutta.
(Tra l’altro il primo pensiero, alla notizia della chiusura, è stato: “Perché ha chiuso? È fallito? Oddio, se è fallito lui, allora la prossima sono io!!)
Dunque, tutto questo per chiedervi: se tra chi mi legge c’è qualcuno con un qualche tipo di esperienza sull’argomento “lana”, conoscete qualche filato da consigliare? pensate sia possibile trovare una pura lana 100% vergine…che sia “persino” morbida?
Tempo fa, girovagando su Internet, avevo trovato un agriturismo nelle Marche (se non sbaglio) che produceva lana biologica, tinta in modo naturale ed addirittura non costosa! Ovviamente mi si sono subito drizzate le orecchie ho cercato di contattarli per avere informazioni sulla spedizione ma, purtroppo, non ho mai ricevuto risposta :-(
(e anche in questo caso mi domando “Perché non mi avete neanche risposto, visto che avevo chiaramente espresso il desiderio di acquistare la vostra lana?!? Boh!”)
Voi avete qualche consiglio da darmi?
Un caro saluto,
Laura
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